La chiave riveste un ruolo importante nell'universo psicologico dell'uomo. Essa ritorna spesso nei suoi pensieri, nelle sue fantasie e nei suoi sogni.
La chiave ha quasi sempre un carattere evocativo: una semplice chiave ha in sè la capacità di richiamare alla mente una grande quantità di persone (la chiave delle porte del cuore) di cose e di situazioni.
Poeti e scrittori hanno reso la chiave protagonista di versi e racconti. La si può trovare in novelle, fiabe, romanzi, proverbi; parecchi sono i luoghi letterari in cui la si può incontrare: spesso si tratta di un esemplare d'uso comune, in altri casi di una chiave perduta da ritrovare, in altri ancora di una chiave miracolosa.
Di queste chiavi poche volte viene messo in risalto l'aspetto formale poichè l'accento è posto soprattutto sui loro valori simbolici, sufficienti a tener viva la tensione letteraria. Anche l'immagine visiva della chiave ha rivestito nel tempo un'importanza determinante offrendosi all'uomo con il suo forte spirito evocativo. Da migliaia di anni le chiavi vengono effigiate nei più diversi contesti; appaiono scolpite nei rilievi, dipinte negli affreschi e nei quadri, riprodotte nei libri e continuano a esercitare una funzione comunicativa anche nel mondo contemporaneo come ad esempio nelle immagini pubblicitarie. Non diversamente dalla parola, che contraddistingue questo oggetto, anche la sua immagine non intende richiamare i suoi significati simbolici fra i quali di sicuro prende il sopravvento il concetto di autorità e di potere. La parola e l'immagine sono senza dubbio le manifestazioni più conosciute e diffuse della chiave ma non documentano certo tutto il suo spessore storico e culturale: essa è stata e continua a essere prevalentemente uno strumento, costruito e usato dall'uomo per utilità pratica. Mentre nel passato le chiavi hanno avuto un rilievo notevole soprattutto in ambito sociale (basti pensare all'importanza delle chiavi della città) oggi predomina piuttosto una loro dimensione privata; molte delle nostre azioni quotidiane non sarebbero possibili senza le chiavi. Nonostante certe somiglianze formali, ogni singola chiave è di per sè unica e irripetibile. Tanto la chiave artigianale che quella fabbricata industrialmente si diversificano da ogni altra per una precisa ragione di ordine tecnico che sta alla base del loro concetto: una e una sola chiave deve, in teoria, poter aprire un determinato congegno.
Una chiave si compone di varie parti che talora si articolano in modo da farla apparire come un oggetto animato, quasi fosse dotata di un "corpo", una "testa", degli "arti"; In casi particolari le chiavi vengono concepite e poi realizzate come "capolavori" da artigiani che le costruiscono con i pochi strumenti a loro disposizione; essi sembrano così sfidare la "durezza" della materia metallica, per ottenere le forme desiderate. Le chiavi, e non solo le più importanti, hanno spesso richiesto ai loro artefici la dimostrazione di una specifica abilità manuale e in generale sono state, insieme alle serrature, i manufatti in ferro di maggiore difficoltà esecutiva. Con l'età moderna la costruzione delle chiavi si qualifica come disciplina ben precisa e distinta dalle altre e attraverso la loro osservazione si può capire l'ambito sociale, la cultura e la realtà socioeconomica del periodo e della regione in cui é nata. In questo una chiave è molto più utile di tanti capolavori artistici universalmente riconosciuto e dimostra una volta di più il suo profondo legame con l'uomo.
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